‘Luci e colori di Liguria’

Esposizione personale di Paola Malfatti

Malfatti Paola è nata a Genova, dove ha conseguito il diploma presso il Liceo Artistico Nicolò Barbino.
Ha proseguito la propria formazione partecipando a corsi di pittura allo scopo di approfondire la propria conoscenza sulle tecniche ad olio, acquarello e spatola.
Ha partecipato nel 2007 a tre Circoli di Studio promossi dalla Provincia di Genova sulla particolare lavorazione della ceramica “Raku”, e decorazione della ceramica e vetro, tenuti dall’Ins. G. Garbarono.
Ha partecipato a numerose mostre di pittura a Grillano (nell’ovadese), a Ceriale (SV), e nel 2009 all’estemporanea di Rossiglione “Il carruggio”, dove a vinto il 2° premio con un acquarello.
Ha inoltre contribuito all’ideazione e realizzazione del pannello in maiolica in commemorazione del 50° anniversario della Madonna della Cappelletta, patrona di Masone, che è stato installato nell’atrio del Comune.
Attualmente fa parte dell’Associazione Culturale Club Artistico Masonese.  

INFO:
Cell. 339 40 82 489



sito web ETIENNE ZERAH  

 


‘PALADIN’
Esposizione personale di ETIENNE ZERAH

Etienne Zerah, sperimentatore visivo incluso nella recente pubblicazione tedesca “Mein Schwules Auge 5”, ha sfruttato fin da subito il mezzo fotografico per esprimersi, applicando ad esso canoni estetici derivativi dei suoi studi accademici e pittorici, mescolati con stilemi moderni mediati dall’influenza (mai celata, ma metabolizzata in modo personale) di Mapplethorpe e Lachapelle, con un occhio alla grafica moderna.
In continua evoluzione, passando da atmosfere oniriche e simboliche fino al grand-guignol, pone al centro delle immagini la figura umana, in particolare i volti od il corpo nudo (esibito con sfrontatezza) ed abusa frequentemente di se stesso trasformandosi e travestendosi: adottando il ruolo di camaleonte, ed entomologo, si infiltra nella realtà e ce ne rimanda la sua visione.
Ed è una visione superpartes la sua, priva di moralismi, e proprio per questo risulta tanto più cinica ed efficace. Se da una parte il grande tema da lui affrontato è ad una prima lettura quello dello “status quo” del mondo (in campo politico, ecologico, sessuale e religioso), ciò che traspare è qualcosa di meno macroscopico e più intimo: un senso di in-sofferenza interiore, castrata ed inespressa, che conquista uno sfogo con la mimesi di ciò che disgusta, per odorarlo sulla propria pelle e mostrarne agli altri i segni, le conseguenze.
Esempio evidente sono gli scatti della serie “Saints & Skins“, frutto di un’esperienza personale di cambiamento del proprio look con quello nazi-suburbano.
La figura maschile che riflette in modo inerte, e quasi passivamente, la realtà che lo sovrasta è uno stratagemma adottato pure nella cinematografia di Stanley Kubrick (Barry Lindon, Eyes Wide Shut): EZ si fa filtro e specchio e mostra quello che si nasconde sotto la superficie, sotto le luci abbaglianti di una realtà che acceca e nasconde i piccoli dettagli perversi di vite comuni: poliziotti corrotti e tossici, preti lussuriosamente masochisti, studenti anestetizzati alla violenza e devoti alle sacre sneakers.
Luci e colori abbondano, decorativi e apparentemente cool, ma sono come lisergiche luci di wood che rivelano le tracce dei nostri scheletri nell’armadio o delle nostre debolezze.
La costruzione delle immagini è sempre rigorosamente fondata su fredde simmetrie che fanno da contrappunto ai corpi doloranti, al sangue, alle strisce di droga su cravatte ufficiali non ripulite, incorniciati in moderni santini.
In un atto di anti-narcisismo, EZ non esibisce se stesso come tale, ma fa suoi alcuni principi della body-art, usando il corpo come puro mezzo espressivo.
L’autoritratto perde la funzione fissatrice della formalina e ad ogni opera ci si trova di fronte ad una nuova maschera. Superata l’autoreferenzialità, traspare la realtà attraverso il corpo stesso dell’artista.
Se da una parte di Lachapelle ritroviamo il gusto per l’esagerazione del dettaglio o per l’eccesso cromatico, dall’altra il mood è quello sarcastico di Mapplethorpe: l’ironia è amara o cattiva e la sensazione che rimane, di fronte ad immagini a volte costruite secondo i canoni patinati delle cover pop, è quella di aver osservato un retro-copertina inatteso che ci priva di ogni aura illusoria.

Recensione di lenny Nero, dal blog +LoveIsTheDevil+
www.lennynero.wordpress.com

La produzione di Etienne Zerah è costituita da stampe digitali su velka cx 0.8 cm, perspex, metallo, forex 0.5 cm, con dimensioni fino a 75x100 cm. Tutte le opere sono in tiratura unica.

Esposizione inclusa nel calendario eventi ufficiali di GENOVA PRIDE 2009  

Sede principale, Paladin 2006-2009 C/o galleria VIOLABOX, Via Trebisonda 56 Genova  

Sede secondaria, Paladin 2003-2005 C/o atelier A MODO MIO, P.za Sarzano 8r Genova  

                                                            www.violabox.it                 www.genovapride.it             

PALADIN
Personale di ETIENNE ZERAH
www.etiennezerah.com

Cell. 339 40 82 489
info@etiennezerah.com


               
                                                               


 

      Monica Frisone nasce a Genova il 22 gennaio 1974 dove vive e lavora.
Frequenta il Liceo Linguistico, con un paio di incursioni nel mondo dell’arte (tra cui, ideatrice del logo del Liceo Linguistico “G.Deledda” e del logo di PASSWORLD, l’associazione degli ex-alunni) e si laurea con lode in Scienze Politiche con Indirizzo Diplomatico-Internazionale.
Il disegno e la pittura sono due sue grandi passioni che studia e coltiva da sempre, grazie alla collaborazione con professionisti nel settore, oltre all’amore per la fotografia e all’elaborazione digitale della stessa, dedicandosi negli ultimi anni in particolare alla sperimentazione di varie tecniche e nuovi materiali.
Dal 2008 fa parte del Progetto Laulima, una rete di artisti basata sullo scambio e la cooperazione.

Oltre a lavori su commissione da parte di privati ed enti pubblici, di seguito sono elencate alcune sue mostre personali e collettive:  

. Tri-personale “Speriment-Azione”,
Centro Civico R.Zena (Ge),18-27 Settembre 2009

. Personale “The Show Must Go On” 21 marzo-11 aprile 2009
Galleria “A Modo Mio”, P.zza Sarzano, GENOVA

. Esposizione temporanea a partire dal 6 dicembre 2008
presso i locali del Cafè Galleria, Galleria Raggio, Rapallo (GE)

. Collettiva Associazione “Sissi e Stella”
Concorso per arti grafiche, fotografia, narrativa e poesia
29 novembre-6 dicembre 2008
1° PREMIO SEZIONE FOTOGRAFIA

. Personale “Editi ed Inediti”
8-18 novembre 2008 Sede AS.C.AR, GENOVA

. 5^ edizione del Concorso Internazionale “Lo Sport nell’Arte”
Forte dell’Annunziata, Ventimiglia (IM)
19-26 Ottobre 2008

. SPAZIO ARTE Collettiva Laulima Teatro Cargo, Voltri (GE)
per tutta la stagione teatrale 2008-09 OPERE A CATALOGO

. Collaborazione artistica con il fotografo Martin Vegas
Opera a 4 mani “Divine Love”

Personale 9-16 agosto 2008 Chianale (CN)
Con il patrocinio della Pro Loco di Chianale

. Bi-personale “Acrylics vs Watercolors”
28 giugno – 12 luglio 2008 Zoagli (GE)

. Personale “Diamante-Tagli dell’Animo” 11-19 giugno 2008
Palazzo del Parco, Diano Marina (IM) OPERA A CATALOGO

. Personale “In punta di pennello” 13-23 maggio 2008
Bibl. Lercari in Villa Imperiale, GENOVA

. Collettiva 12-22 Aprile 2008 Premio “Battistina Rambelli”,
sede AS.C.AR – GENOVA
PREMIO SPECIALE DI MERITO

. Collettiva “L’Erba Persa” 22-24 marzo 2008
Villa Durazzo, S.Margherita Ligure (GE)

. Personale “Rêverie d’autore” 12-22 Novembre 2007 ,
sala espositiva Municipio IX Levante, Comune di Genova

. Collettiva “Colori tra sogno e realtà”
11-13 Maggio 2007 Boccadasse –GENOVA

. Personale “Il Carnevale di Venezia”
10-20 febbraio 2007 Sede AS.C.AR.-GENOVA

 

MONICA FRISONE

Via Monaco Simone 11/5, 16133 Genova
E-mail: monica.frisone@libero.it
Cell. 340.3415032
www.myspace.com/monfri
www.laulima.it
 


                       
                                                     


 

PENSIERO LIBERO

    "Il cantastorie è tornato a parlare di cose vere e di cose immaginate.
  Ha rivolto lo sguardo a cieli sconosciuti e si è fermato a guardarli con stupore,
  per cantare la bellezza che gli occhi del suo cuore hanno saputo vedere.
  Anche nel legno, che come materia viva si lascia scolpire,
  ha colto immagini per non dimenticare..."

                                                                                                                                                    Guia 2009  

 

      Guia Barbarossa si è diplomata al Liceo Artistico di Brera a Milano dove nel passato ha svolto la sua attività di insegnante di Educazione Artistica, dopo aver conseguito l'abilitazione.
Da numerosi anni vive e lavora a Genova.

Mostre Personali

2007 Genova - "A Modo Mio"X
2006 Genova - Spazio IX
2005 Genova - Spazio IX
2004 Genova - Spazio IX
2003 Genova - "Satura"
2003 Genova - Spazio IX
2002 Genova - S.Maria di Castello
2002 Milano - "Centro Culturale Feltre"
2001 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1999 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1999 Genova - "Terry" Art
1998 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1997 Milano - Galleria Velasquez Rosetum
1991 Genova - Il Nuovo Fondaco
1990 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1988 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1986 Nervi - La Bitta
1985 Nervi - La Bitta
 

Guia Barbarossa
Via Montani 16/4 - 16148 GENOVA
Tel. 010 3731387 - Cell. 340 2691657

 


           

                                                                 

                                         

 


    Paola Moreno nasce nel 1979 a Finale Ligure.
Attualmente vive e lavora nell'entroterra della Liguria di Ponente.
Fin da piccola dimostra una spiccata predisposizione per diverse attività artistiche: ama la pittura, la danza, la musica, il canto e, proprio per questo, studia musica, recitazione e canto sotto la guida di numerosi insegnanti; nel contempo studia e si diploma all'Istituto Statale d'Arte di Imperia.
Suona il pianoforte e canta, ama la musica jazz.
Tra le recenti esperienze di canto vanta la registrazione di alcuni pezzi jazz sotto la guida di Giorgio Gaslini pubblicati in “GASLINI songbook”(5 CD e 100 canzoni che il Maestro ha composto ed interpretato nell'essenziale formazione di pianoforte e voce): a questo progetto hanno partecipato i più significativi nomi del panorama jazzistico italiano.
Nella pittura – sia a scuola sia in collaborazione con laboratori artigianali e artistici - ha avuto modo di imparare e padroneggiare differenti tecniche pittoriche anche applicate su supporti “inconsueti”quali per esempio la ceramica ed il vetro, tuttavia la predilezione dell’artista è sempre stata la tecnica ad olio e l'espressività del carboncino.
La sua ricerca pittorica attuale si indirizza verso i territori inesplorati del profondo in un’incessante indagine intessuta di rimandi ed evocazioni. Gli stilemi grafici e cromatici delle opere recenti si snodano lungo il fragile crinale che separa il mondo dell’essere profondo da quello evanescente e onirico del divenire, in una ricerca incessante di senso.
 

Contatti:

Tel: 333 31 08 526
neera_00@yahoo.it


 

                 

                                                                     

                                           

 


    Luca Poli nasce a Carrara il 15/08/1973, dove vive e lavora. Diplomato all’istituto statale d’arte F.Palma di Massa come maestro d’arte, si laurea all’Accademia di Belle Arti di Carrara nel 2001 nella sezione scultura.
Nel 1996, grazie a una borsa di studio Erasmus, studia per nove mesi presso la Facoltà di Belle Arti dell’Università di Siviglia (Spagna); nel 2003 soggiorna per un anno a Valencia(spagna), dove collabora con diversi scultori spagnoli.
È attivo sia come scultore che come performer.
Tra le performances sono da ricordare: Entre dos mariposas presso il Taller de arte moderna dell’università di Siviglia, del 1996; il corpo nello spazio e Omaggio a De Chirico nel laboratorio artistico contemporaneo dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, rispettivamente nel 1997 e 1998-Molteplici le partecipazioni a simposi internazionali di scultua- tra cui quello di Carrara nel 1998 e quelli spagnoli di Badajoz nel 1999 e di Novella (Alicante) nel 2001- e a mostre colletive, di cui si ricordano quelle a Palazzo Ducale di Massa nel 1995 e 2000 e la rassegna Torano giorno e notte a Torano (Carrara) nel 2003 e 2007, nel 2008 è responsabile del settore tecnico-organizzativo della suddetta manifestazione. Nel 2008 si situano le personali al Leon d’Oro di Carrara, allo studio d’arte via Quartiere 3 di Castelleone (cremona), alla peschiera del XVI sec. a pompiano brescia.
Nel 2006 realizza il monumento per il sultano del brunaj, nel 2008 colabora con lo scultore Ettore Consolazione per la realizzazione del monumento posizionato poi nella nuova sede dell’autorità portuale di Marina di Carrara, attualmente sta realizzando un monumento funebre per un santone buddista, opera che verrà collocata nei pressi di bombaj.

 

Contatti:

Tel: 320 64 85 848
luca.poli.31@alice.it


 

                 

                                                      sito web CARMEN SPIGNO  

                                     

 


    Carmen Spigno è nata a Diano Marina (IM), in Liguria, e fin dall'infanzia si è dedicata al disegno ed alla pittura, manifestando estro creativo. Insegnante elementare, specializzata in educazione all'immagine, ha istruito per molti anni in questa disciplina schiere di alunni conseguendo ottimi risultati. L'Arte, in tutte le espressioni, è sempre stata un polo di riferimento per le sue attività di maestra e di pittrice.
Letteralmente affascinata dagli incredibili colori delle terre, si è dedicata anch'ella alla pittura con i pigmenti naturali. Nella sua pittura, attraverso i “segni” e i “graffiti” e tramite i colori incontaminati della terra, emergono l'amore per la Natura e le inquietudini spirituali del nostro tempo.
Nel 1997 è stata promotrice del circolo artistico “Amici nell'Arte” – web www.amicinellarte.it, che annovera nomi prestigiosi del panorama europeo, associazione della quale è anche Presidente. Il Circolo si compone infatti, oltre che di rinomati artisti italiani, anche di tedeschi, olandesi, norvegesi, spagnoli, svizzeri e francesi.
L'artista vive e lavora in Liguria, dove ha lo studio e la mostra permanente delle proprie opere a Garlenda (SV), in via Verneto, 10.
Dal 1998 si occupa della preparazione di manifestazioni e mostre d'arte, patrocinate da Enti pubblici o privati. Ha partecipato e partecipa tutt’ora a numerose mostre sia personali che collettive. Le sue opere, tutti pezzi unici, si possono trovare in collezioni private sia Italiane che estere.
L’artista presenta una quindicina di opere, alcune recenti (2008) e altre degli scorsi anni, scelte secondo il percorso dinamico della sua maturazione artistica: vi saranno perciò le terre e le resine naturali su carta, cartoncino, tela, juta, legno, sughero, unite ad altri materiali quali gessi, sabbie, reti, oro… il tutto mirato alla riscoperta attenta ed appassionata, come sua abitudine, del mondo della Natura... un vero “Racconto di Terre”.

 

Dalle terre e dalle resine naturali alla pittura, secondo Carmen Spigno

      «…La struttura formale astratta, come struttura di una libertà o di un gioco possibile, fa posto, bensì, all’arbitrario, ma a un arbitrario che è tale, in qualche misura, solo rispetto ai dati empirici, non rispetto alla struttura formale adottata…», così afferma Vittorio Mathieu nel suo saggio Realtà, ragione, fantasia del 1988 (in Gli universi del fantastico). È un complesso postulato che riflette sul dualismo tra strutturazione precostituita ed azione fantasiosa, nei confronti di relativi aspetti sperimentali. Disgregazione e ricostituzione, azione e riflessione, sono le operazioni alterne che si possono cogliere nelle elaborazioni della Spigno ad iniziare dal 1997.
Contemplare e analizzare visivamente gli elementi ed i fenomeni naturali innesca svariati spunti per creare immagini. Realizzarle impiegando materiali desunti dalla natura stessa (terre, resine) è un procedimento che deve superare il fatto in sé, per aspirare a soluzioni concettose. Certo, l’azione informale nelle opere è ben presente e si rivela non tanto per il gesto dell’artefice, quanto per le risultanze di mescolanze, di colature, di densità variate. Così le superfici cromatiche sussultano per movimentazioni che paiono “naturali”, quasi derivate da mistioni stagionali o da sovrapposizioni di diversa origine geologica. Anche tracce segniche talvolta interagiscono cromaticamente sulle superfici, delineando forme scabre oppure determinando orientamenti complessivi.
Perciò le corrugazioni della materia pittorica variano di intensità: si intensificano in certi ambiti, si distendono laddove prevale qualche pacatezza.
La liquidità, la forza del vento, tracce animalesche, afrori, luci inaspettate sono in grado di caratterizzare le immagini comunque artificiose. È ancora la natura a suscitare il senso, la peculiarità dei lavori (Memoria di farfalla, Vulcano, Mondo sommerso, Fluttuazione, Esplosione candida, Bosco e magia, Sedimentazioni). Su di essi concerta ed opera Carmen, come una sacerdotessa della dea Tellus, intenta a realizzare testimonianze visive da impiegare in una cerimonia suggestiva.

                                                                                                          - Walter Accigliaro -

 


 

                 

                                                          sito web ETIENNE ZERAH  

 


      L’atelier genovese “A modo mio” ospiterà dal 6 al 27 Settembre le opere di Etienne Zerah, sperimentatore visivo che recentemente è stato inserito nella provocatoria pubblicazione tedesca “My Gay Eye”.
Ha sfruttato fin da subito il mezzo fotografico per esprimersi, applicando ad esso canoni estetici derivativi dei suoi studi accademici e pittorici, mescolati con stilemi moderni mediati dall’influenza (mai celata, ma metabolizzata in modo personale) di Mapplethorpe e Lachapelle, con un occhio alla grafica moderna.
In continua evoluzione, passando da atmosfere oniriche e simboliche fino al grand-guignol, pone al centro delle immagini la figura umana, dove con sfrontatezza abusa frequentemente di se stesso trasformandosi e travestendosi: adottando il ruolo di camaleonte, ed entomologo, si infiltra nella realtà e ce ne rimanda la sua visione.
Ed è una visione superpartes la sua, priva di moralismi, e proprio per questo risulta tanto più cinica ed efficace.
Se da una parte il grande tema da lui affrontato è ad una prima lettura quello dello “status quo” del mondo (in campo politico, ecologico, sessuale e religioso), ciò che traspare è qualcosa di meno macroscopico e più intimo: un senso di in-sofferenza interiore, castrata ed inespressa, che conquista uno sfogo con la mimesi di ciò che disgusta, per odorarlo sulla propria pelle e mostrarne agli altri i segni, le conseguenze.
Esempio evidente sono gli scatti della serie “Saints & Skins“, frutto di un’esperienza personale di cambiamento del proprio look con quello nazi-suburbano.
La figura maschile che riflette in modo inerte, e quasi passivamente, la realtà che lo sovrasta è uno stratagemma adottato pure nella cinematografia di Stanley Kubrick (Barry Lindon, Eyes Wide Shut): EZ si fa filtro e specchio e mostra quello che si nasconde sotto la superficie, sotto le luci abbaglianti di una realtà che acceca e nasconde i piccoli dettagli perversi di vite comuni: poliziotti corrotti e tossici, preti lussuriosamente masochisti, studenti anestetizzati alla violenza e devoti alle sacre sneakers.
Luci e colori abbondano, decorativi e apparentemente cool, ma sono come lisergiche luci di wood che rivelano le tracce dei nostri scheletri nell’armadio o delle nostre debolezze.

La costruzione delle immagini è sempre rigorosamente fondata su fredde simmetrie che fanno da contrappunto ai corpi doloranti, al sangue, alle strisce di droga su cravatte ufficiali non ripulite, incorniciati in moderni santini. In un atto di anti-narcisismo, EZ non esibisce se stesso come tale, ma fa suoi alcuni principi della body-art, usando il corpo come puro mezzo espressivo. L’autoritratto perde la funzione fissatrice della formalina e ad ogni opera ci si trova di fronte ad una nuova maschera. Superata l’autoreferenzialità, traspare la realtà attraverso il corpo stesso dell’artista.
Se da una parte di Lachapelle ritroviamo il gusto per l’esagerazione del dettaglio o per l’eccesso cromatico, dall’altra il mood è quello sarcastico di Mapplethorpe: l’ironia è amara o cattiva e la sensazione che rimane, di fronte ad immagini a volte costruite secondo i canoni patinati delle cover pop, è quella di aver osservato un retro-copertina inatteso che ci priva di ogni aura illusoria.

Recensione di Lenny Nero sul blog
www.lennynero.wordpress.com

La produzione di Etienne Zerah è costituita da stampe digitali su forex 0.5 cm e velka cx 0.8 cm, con dimensioni fino a 75x100 cm.
Tutte le opere sono in tiratura unica.
Il listino dei lavori è reperibile in galleria o contattando l’artista.

PLAYERS
Personale di ETIENNE ZERAH
www.etiennezerah.com

Cell. 339 40 82 489
info@etiennezerah.com

 


 

                                                                                                                                                               

                                                 

                           

 

Fabrizio Vendramin

      Nato il 4 luglio 1962 a Busto Arsizio (VA), dopo aver conseguito la maturità al liceo artistico di Busto Arsizio, ha frequentato l’accademia di Belle Arti di Brera - sezione scultura.
Negli stessi anni lavora nel settore del restauro.
Dall’83 al ‘90 lavora in proprio nel campo della “cartellonistica pubblicitaria”.
Negli anni ’90 si specializza in realizzazioni di grandi murales e trompe l’oeil.
Attento alla vita artistica nazionale, ha partecipato a diverse mostre collettive nelle province di Varese, Milano, Como, Vicenza e Bolzano.
Ottiene numerosi riconoscimenti partecipando a concorsi di pittura nazionali ed internazionali.
Premiato nel 1993 come giovane pittore emergente con l’opera “L’ Acchiappamosche” - “MDS - CATALOGO INTERNAZIONALE D’ARTE MODERNA” ed. Cida Roma (ref. Galleria Solenghi - COMO).

Le sue opere si trovano anche in Francia, Spagna, Germania, Estonia ed Ungheria. Vive e lavora in Uboldo (VA) come pittore, decoratore e scenografo. Sempre in Uboldo si trova la sua esposizione permanente.  

 

Fabrizio Vendramin

Cell.338 60 46 188
e-mail: info@vendraminstudio.com

 


 

                                                                                                                             
 

                                               

           

 

      PERCORSI ... di un uomo ricco di talento e di quelle doti che sono sempre state appannaggio dei pittori, l’anticipazione, l’intuizione, il dire prima che avvenga.
Vedere inoltre ove altri non vedono e mostrare forme e tinte che vengono da lontano, prodotti di antiche visioni di memoria ancestrale.
Un primo singolare periodo iperrealista è stato gioco continuo e dialogo occhio-mano-occhio interiore nel tema dell’oggetto da esplorare, in mille sfaccettature e riferimenti socio-culturali.
L’elaborazione pittorica, iperrealista e concettuale delle automobili abbandonate hanno coniato e siglato la maturità, l’estro e la sua potente capacità di penetrare la realtà nonché di immaginare la leggerezza attraverso un grande spirito ironico.

      La tappa successiva di questo artista è stata quella di spogliarsi di qualunque etichetta e di porsi in ascolto dell’antico bisogno dell’infanzia, a partire dai suoi tre figli. E’ stato un guardare e lasciarsi guardare le pulsione creative nel gioco interminabile delle favole, della vita, un fluire di idee che subito diventavano progetto condiviso nel quale la realizzazione avveniva con l’altra mano, la sinistra.
Da questa dinamicità di intenti e di insoliti dipinti ove i mostri vanno a passeggio, gli aerei hanno braccia e gambe o ancora i cavalli volano in cieli “chagalliani”, gli uccelli sono grandi come alberi, è scaturita la memoria della propria infanzia e le istanze corporee della dualità del cervello e l’intercorrenza delle informazioni.
V’è un flusso intenso e continuo ed una circolarità che rappresenta l’intesa interattiva dei due mondi e delle numerosi e differenti percezioni. Ne sono conseguite opere di una essenzialità sorprendente, così aperta, indefinita e seria perché reale; i pensieri e i quesiti infantili conferiscono intensità ai lavori e rispecchiano e disarmano il fruitore.

Il percorso attuale di questo artista ci porta contemporaneamente lontano e al fondo di noi stessi. Vi è in queste opere un immancabile rigore tecnico-formale ed un gusto cromatico che è in lui fortemente consolidato, ma la tematica è svolta in modo bi-direzionale: dal moto interiore ai confini della terra e dall’universo al proprio sentire. Egli sente imponente un bisogno di segni che esprimano tesi profonde e indefinite ed un’apertura ad altri linguaggi.
                                                                                                                      - Carla Cavalli -  

    Stefano Visora è nato a Masone (GE) nel 1961 dove vive e lavora. Ha studiato al liceo artistico N. Barabino di Genova dove si è diplomato. Sin da ragazzo si dedicò al disegno ed ha iniziato a dipingere nel 1983.
La sua prima personale è del 1996 alla Galleria d'Arte S. Giorgio di Camogli.
Ha ottenuto la targa d'argento al Premio Arte Mondadori nel 1996.
Ha partecipato a numerosi concorsi d'arte in varie città italiane ottenenedo significativi riconoscimenti.  

Stefano Visora

Cell.339 27 41 767
Tel. 010 92 62 41

 


 

               
                                     

"Ponte di Zuccarello - dedicato ad Ilaria"
                                                       
 

    Anna Franca CAVALLINI nasce a Genova il 6 luglio 1966 dove vive e lavora.
Autodidatta nel 2005 si avvicina al mondo della pittura trasmettendo sulle tele la sua solarità.
Dopo vari studi abbandona il figurativo classico per trasformare le sue opere con movimenti della tela e perfetta armonia nei colori.
Le sue ultime creazioni si possono definire pitto-sculture. Ama utilizzare materiali quali resine, sabbie,
meteoriti frantumate, drappeggi che impreziosiscono tele sagomate accostate dove si può trovare uno studio dello spazio tra realtà e fantasia.
E’ membro del Circolo Artistico “La saletta” di Genova Pegli.
Ha partecipato e partecipa tutt’ora a numerose mostre sia personali che collettive.
Le sue opere, tutti pezzi unici, si possono trovare in collezioni private sia Italiane che estere.

Di lei dicono:
“….ho apprezzato molto l’accostamento dei colori: quelli più vivaci, peraltro originalissimi, accanto ad altri meno forti che sfumano e stemperano l’effetto.
Assai interessante anche l’unione della tecnica pittorica a quella scultorea in rilievo, che rivela una intensa capacità sia nella disciplina della pittura sia in quella della scultura e, in ciascun dipinto, una perfetta fusione plastica tra l’una e l’altra forma d’arte. Disposizione armoniosa e contemporaneamente personalissima tra i vari oggetti di diversa natura e provenienza. La pittura tradizionale di oggetti riconoscibili e famigliari all’osservatore rivela una mano sicura, delicata e sensibile al disegno.”

                                                                                          Aldo Carpineti – Scrittore e critico

 

Anna Franca Cavallini

Anna.Cavallini@regione.liguria.it
Cell. 393 62 36 376

 


                       
                                                           

                                                       
 

    La pittura di Dabbene si colloca in quella particolare area sospesa fra realtà e utopia.
La scelta selettiva di forme, colori e contenuto non sono mai approssimazione ma chiara individuazione di ogni singolo elemento che compone l’immagine visiva per creare una riflessione una proposta o una constatazione.
Un quadro non viene concepito solo dopo un impatto emotivo con la realtà o con l’immaginazione, ma va ben oltre e si fa interprete nel richiamo del passato per spiegare il presente.
Il tutto costruito secondo gli esatti principi di applicazione delle regole universali dell’arte basate sui criteri grafici, prospettici e cromatici.
Pittura che diventa cultura e non falsa i principi morali, le ansie i dubbi, le incertezze e le speranze del nostro tempo ma fa da tramite fra passato e futuro in una luce di speranza dove la carica favolistica, meditata, analitica a volte anche ironica, si trasforma da introspezione psicologica a messaggio, a riflessione. Pittura resa viva e coinvolgente perché affidata anche alla sensibilità interpretativa di ogni singolo osservatore.

                                                                                                        Gabriella Bottarelli Guerra

Nota biografica

    Dai 16 ai 20 anni frequentò assiduamente lo studio del maestro Leo Spaventa Filippi, traendone preziosi insegnamenti relativamente alla composizione e costruzione del quadro nonché un’attenta osservazione del vero.
Seguendo un’innata predisposizione per l’arte intesa come manualità, sperimentazione, ricerca ed esperienza, che si è nel tempo concretizzata attraverso l’utilizzo di materiali diversi tipo plastica, cemento, elementi metallici.
In questi ultimi anni vi è un ritorno alla tradizione pittorica con la realizzazione di opere surreali e simboliche con particolare riferimento a temi mitologici.
Da molti anni fa parte dell’Associazione Artisti Indipendenti di Varese.

 

Mostre Personali

2007 - Collettiva Sala Veratri di Varese;
2007 - Collettiva - Pittori nel Borgo di S. Fermo di Varese;
2007 - Collettiva - Castello di Garlenda;

2006 - Personale – Palazzo del Parco di Diano Marina (Im);
2006 - Personale – Istituto Tecnico Statale”N. Casula” di Varese;

2005 – Collettiva – Fondazione Torre Colombera di Gorla Maggiore (Va);
2005 - Collettiva – Celebrazione 50° di Fondazione dell’Associazione Artisti Indipendenti di Varese;
2005 - Collettiva - Museo d’Arte moderna e contemporanea – Castello di Masnago – Varese;

2004 – Collettiva - Villa Pomini di Castellanza (Va);
2004 - Collettiva - Chiostro di Voltorre (Va);
2004 - Collettiva – Sala Civica di Roccatederighi (Grosseto);
2004 - Collettiva – Liceo Musicale di Varese;

2003 – Personale – Villa Truffino di Tradate (Va);
2003 - Collettiva - Pittori nel Borgo di S. Fermo di Varese;

2002 - Personale – Istituto Tecnico Statale”N. Casula” di Varese;
2002 - Collettiva – Villa Truffino di Tradate (Va);

2001 – Collettiva – Palazzina dell Cultura di Varese;

2000 – Personale - Sala Civica di Roccatederighi (Grosseto) - Collettiva – Liceo Musicale di Varese;

1999 – Collettiva – Battistero di Varese – “Religiosità nell’arte”.

 

Mario Dabbene
Via Giordani 13, 21100 - VARESE
Tel. 0332 22 90 89
Cell. 340 79 49 450

 


 

 

 

 

ETIENNE ZERAH site  

 

 

 

               

 



      Dopo il secondo match di “The Saint & the Skinhead in Me” della scorsa primavera, Zerah torna ad esporre a Genova e lo fa con diversi lavori inediti e nuove idee; come in una scatola da aprire nella quale c’è ancora molto da scoprire. “In questi anni sono cresciuto artisticamente – spiega Etienne – ma non sono cambiati i miei interessi: lavorare sull’impatto visivo prodotto dalle immagini e sulla ricerca dell’estetica è ancora il mio obiettivo.” Naturalmente restano predominanti i significati intrinseci delle sue opere, immagini (questa volta davvero di grande formato, tutte 1X0,75 m) che esprimono un disagio nei confronti della società che Etienne tende a deridere senza trascurare una vena di divertimento che traspare dall’autoritrarsi ogni volta come un personaggio unico nel suo genere che non teme di essere anche spesso dissacratorio.
(Lucia Tartaglia)

La produzione di Etienne Zerah è costituita da stampe digitali su forex 0.5 cm e velka cx 0.8 cm, con dimensioni fino a 75x100 cm.
Tutte le opere sono in tiratura unica.
Il listino dei lavori è reperibile in galleria o contattando l’artista.
 

Recensione di Lenny Nero sul blog
www.lennynero.wordpress.com

BOXED
Personale di ETIENNE ZERAH
www.etiennezerah.com

Cell. 339 40 82 489
info@etiennezerah.com

 


                       
                                                           

                                                       

 

LA MIA VITA, UNA SCULTURA

"Ho un pezzo di legno.
Non è un legno particolarmente pregiato, egualmente lo voglio scolpire.

Il soggetto è già nella mia mente, ma se riuscirò a realizzarlo ancora non posso dirlo.
Da settimane lavoro quel legno, che lentamente va prendendo la forma da me voluta.

Incontro ferite, un buco profondo arriva a cuore del legno,
un colpo di sgorbia fa saltare un pezzo, che ora mi manca...
Colgo questi imprevisti per rendere più espressiva la foma che vado cercando.

Penso: da quando son nata sto scolpendo la mia vita.
Come legno io sono e vado cercando la forma definitiva da portare alla luce.
Le scelte che ho fatto, che vado facendo, sono gli attrezzi che uso.

Ho un progetto e voglio che prenda forma
...durante il tempo che mi concede la vita.
Alcuni pezzi già sono persi, altri sono espressivi, modellati come li avevo pensati...
e c'è anche un ferita al cuore.
Quanta fatica.

Quando il mio tempo finirà, la mia scultura sarà terminata, o incompiuta: "unica".

Una voce mi dirà: "E' quello che volevo da te".

Nella brezza leggera della sera la voce me lo dirà."

                                                                                                                      Guia 2007  

 

      Guia Barbarossa si è diplomata al Liceo Artistico di Brera a Milano dove nel passato ha svolto la sua attività di insegnante di Educazione Artistica, dopo aver conseguito l'abilitazione.
Da numerosi anni vive e lavora a Genova.

Mostre Personali

2006 Genova - Spazio IX
2005 Genova - Spazio IX
2004 Genova - Spazio IX
2003 Genova - "Satura"
2003 Genova - Spazio IX
2002 Genova - S.Maria di Castello
2002 Milano - "Centro Culturale Feltre"
2001 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1999 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1999 Genova - "Terry" Art
1998 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1997 Milano - Galleria Velasquez Rosetum
1991 Genova - Il Nuovo Fondaco
1990 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1988 Santa Margherita Ligure - Galleria Laurin
1986 Nervi - La Bitta
1985 Nervi - La Bitta
 

Guia Barbarossa
Via Montani 16/4 - 16148 GENOVA
Tel. 010 3731387 - Cell. 340 2691657

 



                           
 

DIEGO TOSCANI site
                                                         

 

 

      Diego I. Toscani 

Diego Toscani nasce a Genova nel 1973.
Nel proprio percorso inizia esponendo per la strada nelle cittadine della riviera ligure e nei locali del centro storico di Genova.

      Nel febbraio del 2001 viene colpito dalla sindrome di Guillaume-Barre perdendo progressivamente il controllo del sistema nervoso periferico fino al blocco respiratorio, durante la convalescenza, nell’assenza delle normali percezioni sensoriali la concezione della propria arte cresce e cambia radicalmente, abbracciando in un solo gesto tutti i significati sacrali, sensuali ed esistenziali legati alla carne dell’uomo.

      Attraverso percorsi di china e olio Diego Toscani invita alla riflessione.
Una riflessione sulla consistenza dell’animo umano, mostrata attraverso corpi dalle forme sensuali.
Che siano accarezzati da nastri che accompagnano i loro gesti in una dimensione impalpabile o definiti da sicuri giochi di pennelli, tali corpi riescono a dare espressione ad un’interiorità che viene taciuta timidamente, a volte, e sbattuta in faccia attraverso sguardi sicuri e carichi, altre.
      Che le forme siano piene dei colori della carne o semplicemente nate da tratti veloci e guizzanti di cromie di base, i soggetti di Diego Toscani vibrano di vita: quella vita di corpo e anima che tanto spessore dà all’essere umano.

Last exibitions

Solo

2005 “Dentro” a cura di Federica Barcellona, Passo Blu – Genova
2004 “Nuove figurazioni” a cura di Federica Barcellona, Passo Blu – Genova
2003 “Gesti” Blunt – Genova
2001 “Corpo e … Anima” Teatro Modena – Genova

Select group show

2007 “I 10” Onishi Gallery – New York
2007 World Art Museum di Pechino - Cina
2006 “Pacs-amente Erotica” Galleria GARD - Roma
2006 “Pittura e Parole” Galleria GARD - Roma
2005 FlashArt Milano
2004 SaldArt – Passo Blu – Genova
2004 Gallerie Genovesi presso la Festa Nazionale dell’Unità
2004 X^ edizione RipArte - Gevova
2003 Galleri Gamondio – Castellazzo Bormida (AL) 

 


                                                 
                 
                                                                        "Loto bianco"
 

 

      Orietta Biggi, nasce a Genova nel 1962.
Intraprende studi classici,  ma ama l’arte da sempre e inizia a dedicarsi alla pittura dipingendo su supporti cartacei e successivamente su tele con pitture ad olio e acriliche.

      Orietta Biggi,  in arte Oriens,  espone la prima volta nel 1990 a Genova nel caffé galleria “Le Corbusier”.   Successivamente,  nel 1995,  entra tra i primi classificati per il premio “Bogliasco in Arte” esposizione en plain air.
Nel 1998 espone alle cisterne di Santa Maria di Castello a Genova.
Nel 1999 espone al centro civico “Remigio Zena”.
Nel 2001 entra in contatto con il centro della promozione delle arti “Satura” ed espone per due volte nelle collettive annuali 2001/2002.

      Nel corso dei vari episodi espositivi lascia annotare su di un libro le impressioni dei visitatori.
Dicono di lei:

    “Dedita per la gioia del colore, per la serenità di uno sguardo o la sua tristezza,  libertà e vincolo della forma”,  Laura C.

    “Il sottile enigma di un mondo ai confini tra il surreale ed i profumi d’oriente”.    Maria Teresa M.

    “Vita colore e forma,  gioia e perplessità,  mistero e tenerezza,  grazie per questa espressione così dolce e rotonda della ricerca al femminile”.    Drosi

    “Può l’inquietudine che ci segna diventare essa stessa segno e in questo modo trascendersi e come risolversi?
Solo nell’atto del comunicare creativamente i propri contenuti,  inconsci o manifesti che siano,  essi acquistano una loro forma specifica,  la voce autentica quindi una visibilità ed una udibilità altrimenti impensate.   Ed è l’immediatezza e l’autenticità in cui tutto il processo si svolge a conferire valore e ricchezza all’atto creativo.
Se lasciamo che queste opere ci parlino ci sentiremo al centro:  come in un mandala rovesciato le forme ci accolgono,  benigne,  cosmogoniche e ci fanno intravedere la realtà espressiva risolta e fissata ognuna nel proprio microcosmo,  riflessi di uno specchio onirico”.      Laura

      La produzione di Oriens è costituita da tele ad olio ed acrilico.  Tutte le opere sono pezzi unici.
Il listino è reperibile in galleria o contattando l’artista.

      Oriens:   Tel.   Studio e abitazione 010.826083
 

 



                                                 
                 
                                                                                      "Il ritorno alla vita"
 

 

      Angotti nasce a Milano nel 1972.  Si diploma come geometra e frequenta architettura.
      Allievo per diversi anni del M° Raffaello Ossola,   integra la sua formazione con i pittori:  Umberto Faini,  Barbara Galbiati e Carlo G.Munari. 

        Ha esposto:
      2005 collettiva "galleria arte 17" a Pavia
      2005 collettiva "le biciclette" a Milano
      2006 collettiva "galleria arte 17" a Pavia
      2006 collettiva "arte sul naviglio" a Milano
      2007 collettiva "arte sul naviglio" a Milano
      2007 collettiva "galleria artelier" a Milano
      2007 collettiva "pittori in zona 3" a Milano
      2007 collettiva "il liberty ed il verde" a Milano
      2007 personale galleria "A MODO MIO" a Genova
 

      Tiene una permanente nell'associazione Coscienza e Salute a Milano,  in più ha partecipato a diverse estemporanee di paese risquotendo sempre un buon successo.       Nei suoi quadri si alternano astratti a paesaggi onirici dal quale traspare una ricerca interiore,  di introspezione,  per spingersi oltre l'apparenza delle cose arrivando ai lati nascosti dell'anima.  

      Da ok Arte Milano del mese di Giugno-Luglio:  "La caratteristica principale della pittura di Massimo Angotti è costituita dalla vena surreale che si trova in tutte le sue opere".
      L'atmosfera dei quadri è quella di paesaggi che appartengono alla sfera del fantastico,  delle immagini oniriche oppure di terre che si trovano solamente in altre dimensioni,   in luoghi metafisici oppure in scenari soprannaturali.   Si scorgono in alcuni dipinti echi,  che ci riportano alle raffigurazioni di Giorgio De Chirico per le architetture,  le statue e i busti dell'arte antica,  collocati però in ambientazioni che hanno sfondi senza confini e il cui peso si perde nello spazio infinito del tempo e dello spazio.
      Una piramide si staglia verso il cielo in un paesaggio lacustre,   dove nuvole minacciose rosse e azzurre incombono sul suo profilo immacolato.  In questo dipinto anche i colori, dai verdi ai marroni di una scogliera terrena,   si trasformano in sperimentazioni cromatiche dai toni surreali,  di un panorama legato al mondo dell'inconscio e dell'irreale.
      Spirali e vortici luminosi sono i soggetti delle composizioni astratte ricche di luminosità e tensione giocate sulle sfumature coloristiche che ne accentuno il movimento e l'energia. (Valentina Bolchini)  

 

Massimo Angotti
Via Console Marcello 36 20156 Milano
tel\fax.+39 02.38000997   +39 3383663101
www.artesulnaviglio.it ma72@fastwebnet.it



                         
 

 

 

ETIENNE ZERAH site  

 

 

 

               



      A due mesi da THE SAINT & THE SKINHEAD IN ME, Etienne Zerah ripropone la mostra in una veste rinnovata in questo MATCH 2;
la raccolta comprende le opere più significative, le ultime produzioni e qualche inedito per un totale di 20 pezzi unici.
 

      Etienne si ripresenta al pubblico genovese con una personale e lo fa ancora una volta per esprimere quella carica di artista che spesso lo fa sentire vicino alla mai sorpassata body art.
Un po’ santo e un po’ skin, nella quasi totalità delle 20 immagini che verranno esposte, Zerah si autoritrae apparendo come un personaggio unico nel suo genere che non teme di essere anche spesso dissacratorio.
“Ho voluto riunire le mie produzioni più significative per creare un mondo dissacrante e perverso che rispecchi quello reale, guardandolo dritto dagli occhi di una persona distante anni luce dalle convenzioni e dalle istituzioni”.
Una visione della realtà, dunque senza preamboli che, assicura l’autore, non vuole assolutamente essere letta come un’accusa, piuttosto, un modo originale di aprire gli occhi a chi non vede… o non vuol vedere.
Scopriamo così un mondo di poliziotti corrotti, skinhead sadomaso, sacerdoti promiscui, presidenti invasati, assassini chic e devoti fedifraghi tutti riprodotti in opere al centro delle quali c’è sempre l’estetica che, mentre attrae l’occhio dell’osservatore, lo trascina nella cruda realtà. “Attraverso l’estetica – sottolinea l’autore – cerco l’equilibrio perché è dall’impatto visivo che emerge il significato di ciò che voglio esprimere”.
[Testo curato da Lucia Tartaglia, tartaglia.lucia@fastwebnet.it, cell. 338 92 95 157]
 

      La produzione di Etienne Zerah è costituita da stampe digitali su forex 0.5 cm, con dimensioni da 30x40 cm a 75x100 cm.
Tutte le opere sono in tiratura unica.
Il listino dei lavori è reperibile in galleria o contattando l’artista.